canto gregoriano

Il medico francese Alfred Tomatis ha studiato gli effetti terapeutici del canto gregoriano. Le sue ricerche in Francia e in Canada hanno messo in rapporto l’udito con le dinamiche del corpo e della mente. “Contraddicendo i detti popolari – dice Tomatis – l’orecchio è un organo primario di consapevolezza e provvede essenzialmente a ricaricare il cervello di potenziale elettrico che la corteccia poi distribuisce in tutto il corpo”.

La conclusione di Tomatis è armonica e lineare: “L’orecchio non è un pezzo differenziato della pelle, piuttosto, la pelle è un pezzo differenziato dell’orecchio”. Le alte frequenze sembrano avere il maggior effetto ricaricante. Al contrario, i suoni nelle basse frequenze possono “scaricare” o stancare gli ascoltatori.

Questo è il segreto del canto delle alte frequenze. Esaminando con un oscilloscopio il suono dei canti Gregoriani, la sua indagine scientifica ha stabilito quanto segue: “I canti cadono entro il raggio dei suoni ricaricanti, assumendo la funzione di un “yoga respiratorio”. Coloro che cantano sembravano rallentare il loro respiro e inducono gli ascoltatori nello loro stesso stato di tranquillità”.

Nel suo percorso, Tomatis ha visitato monasteri Benedettini in tutto il mondo per studiare i monaci che praticano i canti Gregoriani. Illuminante, mi sembra il suo aneddoto basato su di una esperienza diretta, vissuta nel corso di un ritiro in Francia:
“Un giovane frate stava riformando la tradizione, tagliando severamente il tempo che i monaci dedicavano al canto. Nel giro di pochi giorni, ho notato che cominciavano a diventare più svogliati e a dormire di più. A peggiorare le cose, ci pensò un medico consigliando ai fratelli della confraternita di seguire una dieta tradizionale – racconta Tomatis – Quando fui coinvolto in prima persona, ho ripristinato il loro lungo orario di canto. Di lì a poco. i benefici erano evidenti, perché i frati hanno iniziato a dormire di meno e a lavorare di più. E tutti si sentivano meglio. Certi suoni sono efficaci come due tazze di caffè. I canti Gregoriani sono fonti di energia fantastici. Io ci lavoro come musica di sottofondo e dormo solo tre o quattro ore a notte”.

Partendo dagli studi di Tomatis ho sperimentato personalmente in questo campo, avvalendomi della sua preziosa collaborazione come curatore del testo dell’audiolibro Il Codice Gregoriano, con allegato il CD “il Canto del Paradiso“.

Nella pratica quotidiana, ho vissuto per oltre un anno studiando i luoghi e come utilizzare in profonda armonia gli antichi organi a canne di alcuni monasteri e certose d’Italia come la certosa di San Giacomo di Capri, la certosa di San Lorenzo a Padula e la certosa di Firenze.

È in questa dimensione di raccolta meditazione, alle prime luci dell’alba e nei colorati tramonti, sono nati i 10 brani dell’opera arricchiti dai preziosi canti gregoriani dei monaci certosini.

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