Sergio d’Alesio: Lei è entrato realmente uno dei primi a occuparsi della musica vista dalla prospettiva di strumento per la guarigione, idealmente definita “Therapeutic Music Series” inaugurata da Il Potere Curativo della Musica, Vol. 1 da Pitagora alla Musica a 432 Hz.

Stimolato dalle sue varie collaborazioni con insigni personaggi del settore wellness come Brian Weiss, Doreen Virtue, Master Choa Kok Sui, Louise Day, Deepak Chopra e molti altri, è come se si fosse spalancata una porta che conduce ad un universo parallelo, dove la vita dell’uomo è assistita dalla consapevolezza e la volontà di migliorare il proprio equilibro psicofisico. Questa svolta ha cambiato realmente la sua percezione della vita?

Capitanata: Ogni incontro o lavoro svolto con questi personaggi porta arricchimento e valore aggiunto alle mie esperienze di musicoterapia… Al riguardo, ho approfondito le mie ricerche collaborando successivamente con diversi ospedali e cliniche private in Italia e all’estero, componendo musiche destinate ad alcune terapie, a volte a livello sperimentale, altrove approvate e inserite nei programmi di riabilitazione.

self loveTra i numerosi lavori pubblicati mi piace citare: Ama e Calma il Tuo Cuore musiche e parole ispirate in cardiologia, progettato insieme al dott. Giuliano Guerra, Therapeutic Alzheimer Music con la dott.ssa Emanuela Pasin, Il Benessere degli Occhi con la dott.ssa Marisa Martinelli, Magic Experience for Body and Soul musiche e meditazioni per la cura della pelle ancora insieme alla dott.ssa Emanuela Pasin, DNA 432 Hz – Therapeutic Harmony Music musiche per il ringiovanimento cellulare con la musico terapeuta Annabelle Blanche, Autoguarigione con la ricercatrice Manuela Pompas e il più recente Self Love: Come Imparare a Volersi Bene della Pasin arricchito dal CD Un Viaggio verso la felicità che inaugura la nuova collana Self Help Music della mia etichetta.

In collaborazione con l’equipe californiana di Loma Linda University Medical Center che utilizza alcuni miei lavori musicali, è stato appurato che sonorità appropriate stimolano nell’organismo una serie di sensazioni tipicamente indotte da altre attività (o sostanze) che danno piacere. In particolare, l’ascolto di alcune musiche modificano il battito cardiaco, il ritmo del respiro, la temperatura corporea e liberano sostanze naturali benefiche che riducono notevolmente l’ormone dello stress, il cortisolo, aumentando la melatonina e la serotonina, che donano calma e serenità…

La musica, lo sa bene chi ha la passione anche solo per l’ascolto, può far venire la pelle d’oca e indurre un turbinio di emozioni, soprattutto se ascoltata dal vivo; possiamo amarla a tal punto da farne la colonna sonora indispensabile della nostra vita che ci accompagna in ogni momento della giornata.

Una musica studiata appropriatamente ha anche poteri lenitivi del dolore fisico ed è stato dimostrato il suo ruolo terapeutico nella convalescenza post-operatoria.

Di recente – come emerso da una ricerca pubblicata sul Journal of Sport & Exercise Psychology – è emersa la circostanza che la musica può avere “effetti dopanti” durante l’attività fisica, migliorandone le prestazioni atletiche.

La musicoterapia è un approccio terapeutico che usa i suoni per “arrivare” al paziente e renderlo a sua volta in grado di esprimersi, aprirsi e quindi essere parte attiva della terapia: il potere magico della musica, dunque, è rivolto al servizio dell’integrazione emotiva dei pazienti ed al trattamento di un ampio ventaglio di disabilità e di malattie.

Tempo fa, durante un convegno internazionale, Deepak Chopra mi ha confidato: “Alcune musiche permettono di riscoprire la parte più profonda di te stesso, quell’anima che troppe volte è nascosta dai ruoli e dalle maschere sociali ed è silenziata dalla logica, dalla razionalità e da quell’imperterrito chiacchiericcio mentale che ci allontana dall’essere profondamente noi stessi”. Io sono pienamente d’accordo con lui.

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