concerto di gran piano

Sergio d’Alesio: con Eranos, Concerto di Gran Piano per l’Anima – Il Potere Curativo della Musica Vol. 2 dedicato allo psicoanalista Carl Gustav Jung, il suono del suo pianoforte dai profumi ambient è entrato in contatto con la sfera più profonda delle emozioni umane, svelando il rapporto fra l’anima, la musicoterapia e i più intriganti pensieri elaborati dalla psiche umana.

Pur girando le sale da concerto del pianeta da oltre 40 anni, confesso che personalmente sono rimasto molto colpito dalla concentrazione e la partecipazione emotiva del pubblico presente che indistintamente ho visto piangere e sorridere. A lei che tipo d’esperienza è rimasta nel cuore?

Capitanata: Ci sono momenti della tua vita che rimangono indelebili e rinforzano il tuo cammino… Il concerto di Eranos è uno di questi… Da ragazzo rimasi affascinato da questa frase di Jung: “Il mare è come la musica: contiene e suscita tutti i sogni dell’anima”. È probabile che questa frase abbia suscitato in me la voglia di approfondire la percezione della musica, senza soffermarmi sulla parte didattica che ti dà un tipo di conoscenza, ma quasi sempre ne ignora la parte creativa.

Da quel giorno, mi sono abbandonato all’esplorazione della musica. Di fatto, utilizzavo l’istinto e seguivo il fascino che provavo per le note. Alla mia pur giovane età, qualcosa mi diceva che c’era una chiave misteriosa nascosta fra i suoni.

Occorreva scoprirla per accedere a uno spazio dell’anima che era un tutt’uno con il creato… Credo di aver passato tantissimo tempo a utilizzare le note come accesso a questo mistero. È stato un viaggio affascinante pieno che mi ha arricchito moltissimo. Una sorta di miracolo che si ripete a tutt’oggi come se fosse il primo giorno.

Sin da quei primi giorni di ricerca, ho acquisito la consapevolezza che la musica è un linguaggio che non passa attraverso la mente, ma è un linguaggio spesso ignoto che parla al tuo cuore connettendoti attraverso le emozioni a un altro livello di coscienza.

Sulla base di questa lunga premessa a soli 19 anni, la citazione di Carl Gustav Jung mi ha stimolato ad entrare per la prima volta in contatto con la musica terapeutica che tutt’ora sperimento e mi gratifica regalandomi puntualmente aspetti inediti dell’animo umano.

Quando mi si è presentata l’occasione di fare un concerto di Grand Piano ad Eranos, leggendaria sede svizzera del cenacolo di Jung, utilizzando il suo pianoforte nella sala conferenze dove lo psicanalista-antropologo teneva i suoi seminari, per me è stata una gioia infinita. Nella mia mente era come se la vita mi avesse riportato nella dimora di colui che mi aveva aperto la porta attraverso una sua frase sulla conoscenza della musica.

Questa gioia l’ho voluta condividere proprio con Lei, attraverso il soggiorno in Svizzera e una magica performance davanti a un pubblico molto esigente che ha saputo accogliere l’evento con consensi e gratificazioni.

All’indomani questa meravigliosa esperienza s’è arricchita di tutte quelle riflessioni e magnifiche conversazioni nei giardini della residenza di Jung riportate poi nell’audiolibro che contiene il Cd con la registrazione esclusiva di questo irripetibile concerto che ha per unico protagonista proprio la musica, l’unico linguaggio emozionale che fa vibrare l’anima.

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